
La fila per la cupola gira intorno alla piazza e non sembra muoversi. Marta compra il biglietto sul telefono e aspetta il suo turno al sole. Un avviso all'entrata ricorda che dentro non c'è nessun ascensore.
La scala sale stretta fra due muri e nessuno può passare avanti. Ogni tanto qualcuno si ferma per respirare e blocca tutta la coda. Marta conta i gradini fino a cento, poi lascia perdere.
In cima il vento arriva forte e la città diventa piccola e rossa. I tetti stanno tutti vicini, con le antenne e i panni stesi. Marta appoggia le mani sul muretto e respira con la bocca aperta.
La discesa è peggio della salita, perché le gambe tremano un poco. Marta esce nella piazza e si siede sul primo scalino libero. La cupola da sotto adesso sembra molto più bassa.
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