
La libreria è fresca e quasi vuota. Sulla parete c'è un orario dell'autobus, ma la foto di Rosa resta grigia.
Teo alza il telefono. “Aspetta. Provo da questa sedia.”
“Da quella sedia diventa solo più brutta”, risponde Rosa.
Una studentessa apre un quaderno e prende una penna blu. “Posso scrivere le ore.”
Teo guarda il telefono, poi guarda lei. “Va bene. Oggi il telefono perde.”
La studentessa scrive: nove, dieci, dodici.
Poi aggiunge una domanda: mercato o piazza? Rosa indica la piazza con il dito.
“Piazza, e grazie. Così non perdiamo il prossimo autobus della sera.”
Fuori, il sole cade sulla strada. Teo mette il foglio nella borsa vuota, vicino al libro, e aspetta quasi un minuto.
“Questa tecnologia si chiama penna”, chiede lui.
“E funziona”, risponde Rosa.