
Elisa è tornata da Palermo appena in tempo per la riunione del condominio. Trenta vicini ascoltano in silenzio.
L'amministratore legge ad alta voce il bigliettino di Serena. Sotto la sedia di Davide, piccolo e tranquillo, il cane dorme. “Quando è solo, abbaia troppo, e io lavoro male. Chiedo solo un po' di rispetto,” dice Serena, arrabbiata.
Davide si è alzato. “Serena ha ragione. È colpa nostra: abbiamo sbagliato noi,” dice lui. “Da oggi il cane non resta mai solo. Promesso.”
I vicini discutono a lungo, poi votano una regola: se il cane abbaia ancora, va fuori. È l'ultima volta, e questo spaventa Elisa.
Non è facile, perché il cane ormai è anche suo. Lo sentono da lontano, dentro ogni casa. “Serena conosce il cane. Ma noi due lavoriamo sempre,” dice Elisa. “Ti aiuto io,” risponde Davide.
“Una soluzione c'è,” dice Davide, ma non spiega niente. Il giovedì lui ha il calcetto, da dieci anni.
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