
Martina suona il campanello dell'albergo alle otto di sera. Nella stanza ci sono una poltrona, un balcone sul mare e la coperta della macchina. Fuori asciugano le magliette e i pantaloni di Teo.
“La febbre è scesa e fra un mese non si ricorda più niente di questi giorni”, dice Martina. Rosa lava anche la biancheria con il detersivo del bagno e la stende fuori. Nel sacchetto ci sono cerotti, una crema, pastiglie e un appuntamento con il medico.
Prima di andare via Martina spiega, piano, quello che è successo il giorno prima. “Il tuo amico è tornato da solo e ha pagato la pomata che avevi lasciato”, dice piano. Teo dorme sulla poltrona, magro sotto la coperta, e Rosa si sente stupida.
Rosa resta sul balcone con il cellulare in carica e conta le navi. Sul filo asciugano anche un costume e una spugna dimenticata. “Domani guido io fino a Messina”, promette lei, “e la sveglia la metto io.”